Sura Sabaʾ (Saba — سبأ) (Versetto 14)

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34 Sabaʾ(سبأ), Versetto 14

فَلَمَّا قَضَيْنَا عَلَيْهِ الْمَوْتَ مَا دَلَّهُمْ عَلَىٰ مَوْتِهِ إِلَّا دَابَّةُ الْأَرْضِ تَأْكُلُ مِنْسَأَتَهُ ۖ فَلَمَّا خَرَّ تَبَيَّنَتِ الْجِنُّ أَنْ لَوْ كَانُوا يَعْلَمُونَ الْغَيْبَ مَا لَبِثُوا فِي الْعَذَابِ الْمُهِينِ 14 ١٤

Quando poi decidemmo che morisse, fu solo la “bestia della terra” che li avvertì della sua morte, rosicchiando il suo bastone. Poi, quando cadde, ebbero la prova i dèmoni, che se avessero conosciuto l'invisibile, non sarebbero rimasti nel castigo avvilente. (14)

Tafsir
Quando decretammo la morte di Suleymēn, nessuno informò i Jinn che egli fosse morto, tranne un piccolo insetto, il tarlo, poiché rosicchiava il bastone che egli utilizzava per appoggiarsi. Quando cadde, i Jinn si resero conto di non conoscere l'Ignoto, poiché, se avessero saputo, non avrebbero continuato a subire la punizione umiliante, a causa dei lavori gravosi che compievano per Suleymēn, pensando che egli fosse vivo e che li osservasse.

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